Parlamentarizzare i diritti civili

Pierluigi Battista su La Lettura del Corriere della Sera [19.10.2014, pp. 2-3] spiega che l’unico modo per poter legiferare su quei temi rubricati genericamente come «diritti civili» (quali ad esempio le separazioni, le nozze omosessuali, l’eutanasia) è quello di seguire la parlamentarizzazione,

un termine astruso che vuol dire il rispetto scrupoloso della centralità del Parlamento nell’elaborazione e nell’approvazione delle leggi […]. Il Parlamento, non il governo. Fondamentale distinzione: perché se si costringe un governo in cui convivono sistemi di valori diversi a identificare la propria sorte con l’approvazione di una legge sui diritti civili, allora tutto diventa più difficile.

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