La difficile sfida garantista a sinistra.

Sul perché ora sia difficile chiedere a Renzi di avviare una revisione culturale in senso garantista a sinistra, segnalo quest’ottimo articolo di Guido Vitiello sul Foglio di oggi. Dove, a proposito delle cause che hanno portato gli eredi del Pci a prendere le distanze dal garantismo scrive:

Quel che è accaduto è che il partito dominante nel campo della sinistra, nel quale il garantismo era pressoché estinto già dai tempi di Berlinguer, ha fatto del suo meglio per liberarsi di chi ancora lo teneva in vita. Prima, regnante Occhetto, ha applaudito alla distruzione del Psi, e con i cascami del compromesso storico ha continuato a nutrire per vent’anni un tenace pregiudizio antisocialista. Poi è arrivato il capolavoro di Veltroni, che in nome della vocazione maggioritaria ha buttato a mare l’estrema sinistra, che aveva molti difetti ma non quello di idolatrare le procure, salvo poi imbarcare il partitino fascio-qualunquista di Di Pietro. Infine, Bersani ha pensato bene di sbarazzarsi di quel che restava dei Radicali. E così, staccati a uno a uno tutti i dentelli garantisti, il Pd è arrivato allo storico appuntamento con i nodi della giustizia avendo a disposizione un pettine sdentato, buono per far la scriminatura a un calvo.